
Bergamini vive!

6 dicembre 1992
Da subito la notizia dilaga e la scomparsa di Bergamini colpisce l'animo della comunità fusignanese. In quegli anni i bar e i caffè erano la seconda casa per tantissimi uomini e ragazzi. Lì, in tanti l'avevano conosciuto e avuto, richiesto e poi sempre custodito suoi disegni, suoi quadri, suoi schizzi. Tantissimi. Ricordo quella percezione di mistero nell'avere in mano qualcosa di suo, la sensazione di essere dinnanzi ad un grande enigma e sentirne una riverenza quasi sacrale. In tanti ora avvertono l'assenza di quell'uomo e del suo vagabondare sempre in giacca e con il mozzicone a un soffio dalla bocca. Per noi ragazzi di allora, pareva addirittura avere un'antica e decadente origine nobiliare.
E allora, quando nel 1993 si tiene al centro culturale "Il Granaio" una piccola mostra di opere in suo ricordo, il calore è grandissimo, l'emozione pare quasi scoppiare. L'amore vince e ne esce intatto. Quella scritta bianca fatta con la bomboletta, forse da un ragazzo, sulle mura esterne del "Granaio" ancora oggi mi commuove: BERGAMINI VIVE! recitava. Il resto è storia più nota.
La grande mostra dell'inverno 2008 al Museo Civico San Rocco, sempre a Fusignano è una luce abbagliante. La gente è tanta, folgorata da quelle grandi e strepitose opere. I giornali, la radio e persino la tv nazionale ne parlano. Anche Vittorio Sgarbi ne rimane avvinto e resterà a lungo a contemplare la grandezza creata da quell'omino borbottante, per poi esporre soltanto pochi mesi dopo a
Siena, nella mostra "Arte, genio e follia" tre stupende opere di Bergamini, collocandole accanto a quelle di Van Gogh e Ligabue assieme a quella frase tenera e urgente di settanta anni prima, urlata sull'argine del fiume all'amico Giulio Ruffini : «D'am e' ros cum scapa e' tramont !». (P.T.)
